leucò

«La vidi che mi guardava, con quegli occhi un poco obliqui, occhi fermi, trasparenti, grandi dentro. Io non lo seppi allora, non lo sapevo l’indomani, ma ero già cosa sua».
Questo stralcio del libro è la prova di quel che credo e quel che credo è che certi libri non possono regalare libertà. Li prendi in mano, li sfogli, poi li leggi, un passo oggi, un altro domani, e senza che te ne accorga sei presto in catene, preso al lazzo da corde di parole che non ti daranno più possibilità di scappare. E Pavese ne ha scritti un paio di cui sono schiava. Uno di questi eccolo. Lo leggo e cado prigioniera. Tra le tante, questa è l’unica schiavitù da cui non devo, non voglio liberarmi.

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