Come gli sarà venuto in mente?

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Non conosco le ragioni di questa proposta, forse nemmeno voglio conoscerle. Voglio continuare ad ignorare i motivi per cui un ministro possa proporre una cosa così.

Perché io credo negli inediti chiusi nei cassetti, in quelli bocciati, in quelli rifiutati e credo al dolore, fortemente privato, che uno che vuol fare lo scrittore di mestiere prova ad ogni porta sbattuta in faccia. Non c’è biblioteca di inediti che possa trovare una sua ragione d’essere, che possa alleviare l’amarezza che condisce un rifiuto. Gli inediti sono sacri fino a che appartengono alla sfera privata, e sono per solito scritti male, per questo non vengono editati. Io ho un cassetto di inediti che straborda. Non li affiderei a nessuna biblioteca, non hanno a che vedere con la letteratura, con i libri che dovremmo imparare a leggere. Sono inediti, spesso in attesa o spesso dimenticati. Parlo per me…i miei inediti nutrono il mio desiderio di scrivere davvero, di arrivare a scrivere una buona storia, che domani un editore pubblicherà e potrà finire in una libreria, poi in tante case, su tanti comodini, tra tante mani, sotto tanti occhi, e alla fine pure in una biblioteca, una di quelle che in questa misera Italia non sanno come sopravvivere vista la carenza di fondi. Sogno e lavoro, alle spalle ho tanti inediti, mi ammazzo di scrittura per tirare fuori finalmente una buona storia che sia letta e condivisa. Al ministro Franceschini consiglierei di andare in una biblioteca qualsiasi, fatta di libri scritti e consumati, di storie lette e rilette, che hanno nutrito i sogni di chi continua a scrivere inediti senza futuro, e comunque non si rassegna, tiene duro, lavora senza guadagno alcuno, solo per il rispetto verso la letteratura e il suo passato, senza guadagno fino a che il suo non sarà un buon lavoro e non avrà bisogno di contentini, di false speranze, ma di una buona politica che incrementi la cultura. Una biblioteca di inediti, così a prima vista, incrementa il becero che promette facili traguardi con poca fatica. In un paese in cui si scrive tanto e si legge poco, vedrà quanti voti avrà con questa proposta, caro Ministro! Contento lei…

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