Amami se hai coraggio

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E’ il titolo di un film del 2003, “Amami se hai coraggio” e questa foto ha fermato un momento cruciale della storia.

Ci sono due che fin da bambini giocano a passarsi una scatola. Chi la tiene in mano, se accetta di giocare, dovrà superare una prova per poter ripassare all’altro quella scatola. Il gioco cresce, fino a confondere le idee della giovane coppia. Giocare, amare, sfidarsi, sapere che l’altro c’è, ci sta, e ad ogni sfida alzare l’asticella di coinvolgimento. Non va tutto liscio, non è tutto facile perché i sentimenti si mescolano, si confondono. Per ristabilire l’equilibrio dovranno continuare a giocare, ma non saranno più loro a dettare le regole. Un film surreale, con un finale che sembra una cosa ma potrebbe pure essere un’altra cosa. Un film sul coraggio e la follia, che per essere coraggiosi si deve risultare anche un po’ folli, e trovo sempre bella una storia che racconti il coraggio, perché per quanto sia una parola usatissima e molto stimata, non è affatto scontata. Trovare il coraggio di amarsi è cosa rara, il tempo in cui viviamo è un tempo che ha dimenticato il coraggio, che s’arrende, per pigrizia o per paura, comunque è questo che fa, rinuncia. Accettare la sfida del gioco, porterà a vivere questi due personaggi la loro storia, e quando rinunceranno a trovarsi non si troveranno. Sono loro che scelgono e mi piace questa cosa, nessun destino o meglio, il destino si compie solo per una forte volontà o per una forte mancanza di volontà, per un forte coraggio o una forte mancanza di coraggio.

Ma c’è una domanda che sopra tutte rimane senza risposta a questo punto: cosa c’è nella scatola? La risposta è semplice, una scatola di quel genere poteva contenere solo…lo scoprirete alla fine, se guarderete il film!