Compiti per le vacanze

Cso_nettarina

Da qualche giorno appaiono un’infinità di link sui compiti per le vacanze. Tutte cose belle, consigli che varrebbe la pena ascoltare. Ma a pensarci bene, in un mondo tutto organizzato, sarebbe bella un’estate di fantasia, un’estate da vivere come viene, senza troppo programmarla. Se dipendesse da me impartire compiti, io direi come prima cosa di accettarla, di rassegnarci al tempo libero che ci viene proposto, così da imparare ad improvvisare e consiglierei una cosa soltanto: di tenere gli occhi ben aperti, ché la felicita ha gambe svelte e non si ferma, quella passa e in un momento se va.

Ogni estate ha un suo giorno felice (se ne ha più di uno ancora meglio), il giorno che non dimenticheremo più. Si possa riconoscerlo e goderne. Da cosa lo riconosceremo? Qui vi voglio! Dall’ esperienza che ne abbiamo fatta, dall’intuito, dai battiti del cuore. La felicità cambia per ognuno, può essere un giorno di mare, un bacio salato, una gita in bici, l’incontro alla solita ora nel solito posto con i soliti amici, una notte in tenda, che si trovi o non si trovi una stella cadente fa lo stesso, i lavori in campagna, la cura di un fiore, un viaggio, fosse lungo o di appena qualche chilometro ma che ti porti in un posto nuovo che non dimenticherai, un posto dove sentirti solo e sentire che qualcuno ti manca e non chiamarla tristezza quella mancanza, piuttosto gioia di aver seminato un poco di bene intorno a te. I piedi nudi sul prato, mentre stesi leggiamo e facciamo correre il cane, una lettera d’amore che solo in agosto troviamo il coraggio di scrivere. Quante facce ha la felicità? Quanto sapori? Tanti, così tanti che non li potremo contenere in un solo giorno, non li potremo quantificare. Ma la felicità possiamo sperarla però, non pianificarla, sperarla è l’unico modo per goderla. Ed è favorevole il tempo dell’estate, il tempo libero della vacanza per godere della felicità: perché con pochi vestiti addosso si è più leggeri, perché il caldo ci toglie un po’ di fame e basterà una pesca nettarina per saziarci, perché alleggeriti vorremo restar leggeri e ci accontenteremo del poco e del poco faremo virtù.