A Domenico, un pensiero

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So che queste parole non le leggerà nessuna delle persone vicine a Domenico. Ma le scrivo comunque, per invitare gli sciacalli, mi riferisco ai conduttori delle trasmissioni televisive che vanno in onda a qualsiasi ora del giorno e della notte, a vergognarsi. Speculare sulla morte di un ragazzo è vergognoso. Oggi mi è capitato di accendere la tv e vedere “Pomeriggio 5” condotto da Barbara D’Urso. Io sono rimasta allibita, senza parole: usano la morte di un ragazzo per fare spettacolo.  E ai genitori di Domenico mi verrebbe da dire “Resistete”, “Non cedete alla falsa, falsissima pietà di una trasmissione che accende i riflettori in maniera sbagliata e morbosa sulla morte di vostro figlio. Lasciate che la giustizia percorra le sue strade senza credere che una trasmissione televisiva possa aiutarvi. Non vi aiuterà, ma continuerà a speculare sulla giovane vita di vostro figlio. Il vostro dolore è grande, non svendetelo, non datelo in pasto ai lupi, ma serbatelo nel cuore, nel silenzio, nella sfera privata che è l’unico ambiente in cui il vostro dolore non sarà svenduto, ma capito e ascoltato.” Barbara D’URso è l’emblema della tv spazzatura, che non solo non serve a niente, ma crea danni, è speculazione bella e buona. Si dichiarano paladini della giustizia, lei fa le facce per farsi vedere disperata, finge di piangere, ha addirittura mimato quello che a Domenico potrebbe essere successo. La vergogna in diretta e candidamente accettata da tanti telespettatori. Io mi tiro fuori, io mi chiamo fuori, e chiedo perdono per aver perso un minuto della mia vita a guardare un programma del genere.

E’ stato un minuto, poco più di un breve minuto quello che ho trascorso oggi davanti alla tv. M’è bastato per vedere lo schifo che ci propongono. Ribellarsi è un dovere. Vergogna.

E a Domenico, a quel ragazzo che nessuno difende, io dedico un pensiero, ché lui non ne ha certo bisogno, ma glielo dedico per chiedergli di aiutarci tutti, di perdonarci tutti. Lui ora può e il suo volo non è finito a dieci metri da un balcone, il suo volo voglio credere che sia appena cominciato. Vola libero da noi, insegna a volare liberi a noi, uomini e donne in catene.

Quelli che non fanno rumore

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Se vi state chiedendo chi sia questo riccio baffuto che stringe a se la chitarra, è perché racconta la sua arte sottovoce. Se lo doveste incontrare per strada non lo riconoscereste. Gianmaria Testa è un cantautore italiano, ha scritto e cantato brani, collaborato con scrittori, tra cui Erri De Luca. Oggi mi è capitata tra le mani una sua piccola, brevissima poesia che dice:

“Sappi che tutte le strade, anche le più sole
hanno un vento che le accompagna
e che il gomitolo, forse
non ha voluto diventar maglione
che preferisco non imparare la rotta
per ricordarmi il mare”