Il sentiero dei nidi di ragno

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Calvino è stato il mio viaggio, lo è ancora. Il viaggio vero, quello che puoi fare anche da una poltrona, quello dell’anima, l’ho compiuto con le sue opere, tutte, davvero tutte. Amo sopra tutti “Le città invisibili”, non posso non considerare necessario “Lezioni Americane” e sceglierei di portarmi su un’isola deserta “Il sentiero dei nidi di ragno”, il suo primo, l’ultimo che ho letto. Pin io lo conosco, io l’ho visto, esiste davvero il ragazzino protagonista del libro, sono certa che Calvino ha raccontato quel ragazzino che ho conosciuto anche io. Non sono pazza, anzi, lo sono, Calvino ha contribuito a rendermi pazza ed è una condizione che ho accettato, che accetto ogni giorno, che prometto di continuare ad accettare, per non tradire l’idea che ho della vita, questo continuo alternarsi di finzione e realtà, di persone e personaggi, di scrittura e lettura, di fallimenti e successi, di odio e amore, di pace e guerra, di salute e malattie, di imprevisti e previsioni, di coraggio e paura, di voglia di volare e coraggio di strisciare. ” Ecco, Pin ora andrà via, lontano da questi posti ventosi e sconosciuti, nel suo regno, il fossato, nel suo posto magico dove fanno il nido i ragni.”…il mio posto magico, questa vita, quella che voglio, quella che vorrei, il mio regno.