Un vicolo, le ombre, la fantasia, la luce…

vicolo

Sarà perché io amo la mia città, per questo voglio raccontarvi qualcosa che la riguarda. Ieri è stato inaugurato un vicolo sotterraneo a Gubbio che collega una via, “Via della Repubblica”, con una piazza, “Piazza San Giovanni”, e lo fa di nascosto, passando sotto terra. Vedete quella cancellata nella foto? Si deve entrare lì, fare una bella rampa di scale per trovarsi in un mondo che non è emerso, ma che non ha nulla da invidiare per bellezza alle vie illuminate dalla luce del sole. Tutte le informazioni del caso le potrete trovare quando verrete a visitare la mia città…non sto qui a raccontarvi i particolari. Volevo scrivere due righe su un pensiero che m’è venuto durante il momento dell’inaugurazione, quando ha parlato l’architetto che ha seguito i lavori, Paolo Capacciola, un mio amico, e sono di parte, vi avviso, perché io lo conosco e gli voglio pure bene, come conosco uno dei due ingegneri che lo hanno accompagnato nel lavoro, Matteo Vinti. Li cito, spero non me ne vorranno…parto da loro, dal loro lavoro, dalla loro passione per dire quel che è arrivato a me. Un vicolo, le sue ombre, le sue pietre nascoste. Sono partiti da lì, ma non solo, sono partiti da quel posto che tanti anni fa era nascosto da un muro che poi è stato buttato giù. Era un anfratto dove, come lo stesso Paolo ha raccontato, alcuni amici suoi insieme a lui, andavano, senza svelarci però cosa facessero quando si incontravano laggiù! Un posto che ha protetto la loro fantasia, probabilmente l’ha nutrita, fino a renderla un motore che ha messo in moto il loro lavoro. Hanno riconsegnato a tutti, non solo alla città, un luogo carico di storia. Lo hanno ridato a quei ragazzi che lo frequentavano, all’associazione che se ne occuperà da adesso in avanti…a tutti quelli che avranno voglia di inoltrarsi nelle ombre, nel nascosto, nelle viscere di Gubbio, nel silenzio della città di pietra e magari avvertire il piglio fantasioso che nutre i sogni dei giovani che si affacciano adesso al mondo del lavoro, che nutrono il loro futuro vivendo nel presente le loro passioni, i sogni di tutti quelli che cercano negli angoli bui dell’anima, la luce che servirà per realizzarli e goderli. Grazie a Paolo, a Matteo, a tutti coloro che hanno permesso che un luogo nascosto rimanga per sua natura nascosto ma non più dimenticato, grazie per il loro prezioso lavoro nutrito di “ricordo, fantasia e passione” perché non un vicolo hanno riconsegnato a me, ma anche il desiderio di immergermi sotto, di andare alla scoperta di una storia vecchia, assorbita dalle pietre, per tirarla fuori e riconsegnarla a tutti, storia di ieri, storia di oggi.