Un debito che non potrò saldare.

la chimera

Non starò ad annoiarvi con i miei pensieri sulla vita o sulla morte di Sebastiano Vassalli, anche perché non so molto di lui nel senso della sua storia e dei suoi libri. Non vi ingannerò, io ho letto solo questo, trovandolo grandioso ma senza dargli alcun seguito. Ed oggi forse mi monta in cuore una certa dose di rabbia sapere che non ho letto altro di lui fino a che è stato in vita. Si, perché dopo oggi, come succede sempre dopo una morte, sarà facile leggerlo…ma quando nessuno lo citava, nessuno lo intervistava, quando a nessuno interessavano le sue storie, io dove ero? Ma se posso dire una piccola cosa di questo libro, “La chimera”, è che solo aprendolo, alla prima pagina della premessa, io c’ho trovato tutto quello che è alla base delle mie motivazioni rispetto al mestiere che voglio imparare…scrive Vassalli nel libro:  un’immagine inafferrabile e lontana come quell’amore che lui allora stava inseguendo e che non avrebbe mai raggiunto, perché non esisteva… Una chimera!”

Non lo so se c’è bisogno di spiegare altro…io credo di no, credo che solo questa frase valesse tutto il resto. Sono in debito con questo scrittore, un debito che non potrò saldare, perché mai potrò scrivere qualcosa che si avvicini minimamente alla bellezza di questa frase. Corro a leggere “Cuore di pietra”. Comincio il mio tentativo di sdebitarmi.