Il razzismo, dietro l’angolo.

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Forse abbiamo sbagliato tutto. Forse Emmanuel non sapeva che nella sua terra gli uomini hanno sbagliato tutto, dando per scontate certe cose. Ma certe questioni non sono mai scontate, certe questioni sono sempre lì, in superficie, dove stanno le cose a cui non facciamo più caso, poi all’improvviso, eccole, le vediamo, quando è troppo, davvero troppo tardi.

Non è morto per amore Emmanuel, non è morto per difendere la sua sposa, no. Lui è morto per colpa di un razzista al quale abbiamo permesso di essere il suo peggio. Quante volte quel coglione lì avrà detto scimmia, o sporco negro, o fatto il verso dell’orango a qualcuno, quante? Magari lo ha fatto davanti ai suoi amici che avranno di sicuro riso, senza alcun imbarazzo…nessuno di quegli amici a dirgli che cosa stai dicendo, ad ammonirlo..tutti dietro, a fargli il coro.

Emmanuel è morto per colpa di un coglione razzista che ha preso in giro la sua bella.

Si muore per stupidità, per i rapporti che mancano, per l’umanità che ha sempre meno virtù e sempre più stupidità.

Da che parte stiamo? Dalla parte della pietà per quel poveraccio di colore, migrante in fuga, disperato in cerca di una terra da abitare? Dalla parte di chi offende, di chi prepotentemente fa il coglione con chi pensa sia più debole, inferiore, inutile? Dalla parte di chi stiamo? Dalla parte di quelli che provano pietà o dalla parte di quelli che con prepotenza decidono della vita e della morte di qualcuno? Nessuna delle due parti mi piace. Non voglio avere pietà, non voglio essere razzista, vorrei essere umana. Vorrei stare dalla parte dell’umanità che oggi sanguina, ferita, umiliata dal gesto incomprensibile di un coglione cresciuto tra gente come lui, che gli ha permesso di essere quel poveraccio che è. Ecco, la vera pietà io la provo per il coglione, non per Emmanuel, che ha vissuto la sua vita in pienezza, fuggendo dalla disperazione incontro ad un amore, il suo grande amore. Ammirazione per quel ragazzo sposo giovane e innamorato che ha difeso la sua sposa a costo di lasciarla sola. Ora la sua sposa è sola, ma caricata di un amore di cui non sempre siamo capaci e che invece a lei è toccato in sorte, l’amore di un uomo speciale e immortale.

Il sangue di Emmanuel è sangue innocente, sangue che non serviva, perché gli occhi dovremmo sempre aprirli prima, avere coscienza di chi abbiamo intorno, difendere l’umanità ogni volta che viene meno e prende il sopravvento la peggio parte di noi.

Emmanuel, perdonaci, tutti e resta accanto, vicino, prossimo ad ogni debole che ha bisogno di essere difeso da un coglione qualsiasi di cui noi non ci accorgiamo.