“Non aspettare la notte” Valentina D’Urbano

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Finalmente! Inizio così, con questa parola che ha il sapore di un’attesa che si compie perché ho atteso una nuova storia di Valentina D’Urbano con il fervore tipico di chi sa che non sarà deluso. E’ andata proprio così. Non si può rimanere delusi da questa storia, perché “Non aspettare la notte” è il racconto di vicende vicine, tremendamente vicine. Non tanto perché i protagonisti, Angelica e Tommaso, sono personaggi famosi, gente da copertina, ma per il fatto che sono due anime imperfette, nel corpo e nello spirito, piene di turbamenti. Non c’è alcuna volontà di far apparire questo due come supereroi bellissimi e ricchissimi, potenti, perfetti. Non c’è perfezione, non ci sono vicende straordinarie se non avrete occhi pronte a trovare lo straordinario nell’ordinario, in un amore di luci e ombre, di vette e abissi. Un amore che salva, un amore che condanna, che ci redime e ci può pure spezzare. Il racconto è tutto qui, come se fosse poco! In fondo Angelica è una ragazza come tante, nasconde le ferite, quelle del corpo, quello dell’anima, non lascia entrare nessuno, fino a quando Tommaso la vede, la riconosce, non per quelle ferite della pelle, ma per la luce che da queste filtra. Tutto è così reale nella scrittura di Valentina che è impossibile non domandarsi se li ha conosciuti davvero quei due, se li ha incontrati e fermati, se la storia qualcuno gliela raccontata. Ho trovato queste pagine bellissime, per la forza che hanno di dire che un amore è straordinario proprio quando ci viene vicino ed entra nei giorni, li illumina e non è qualcosa che accade agli altri, ma è una possibilità per tutti. Questo non vuol dire affatto che la nostra vita è destinata alla felicità, ma di certo è destinata alla verità. Mi dispiace averne scritto, perché risulta tutta la mia morale traboccante e la morale quasi mai è un veicolo per trasmettere la bellezza che abbiamo conosciuto. Eppure, se lasciate stare per un attimo tutto quello che ho detto fin qui, potrete fidarvi di quest’ultima riga in cui voglio solo dire che questo libro è un regalo che vi farete, che farete se avrete voglia di donarlo a qualcuno. Una voce fuori dal coro, una storia buona per tutte le età, anche per l’adolescente abituato alle fanfiction (si scrive così?) in cui tutto luccica senza brillare mai. Ecco, qui Angelica e Tommaso illuminano perché sono luminosi, anche feriti, anche contorti, anche infelici. Verità, questa è molta verità svelata, senza bisogno che vi stia a dire la trama…leggete e saprete.

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