“Non dirmi addio” di Reika Kell.

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Io credo al potere dei libri e delle storie. Lo ripeto quasi in tutte le recensioni, e ripeto che io di recensioni vere e proprie non so scriverne. Questa premessa è importante perché quando qualche giorno fa ho letto “Non dirmi addio” di Reika Kell edito da Rizzoli per la collana “You feel”, mi sono messa a cercare tra quelle pagine i motivi che mi spingono alla lettura ed eccolo il motivo: credo al potere dei libri e delle storie. E i libri, le storie, le incontriamo per un milione di motivi diversi.

Questo libro a me ha raccontato molto più di una semplice storia, mi ha fatto vivere un’atmosfera portandomi dentro ad un amore diverso, eppure simile ad ogni amore, che deve superare ostacoli, fare i conti con il passato, ambire alla conquista di una fiducia che si costruisce passo dopo passo. Lise e Adam, insieme alla famiglia di Lise e ad un terapeuta amico di Adam, non sono personaggi lontani, pur rischiando di cadere nei cliché di molta scrittura degli ultimi anni, quei cliché di bellezza assoluta, di muscoli e occhi verdi. Si, questo libro non è immune nemmeno da piccoli refusi e ripetizioni che forse un buon editing potrebbe facilmente eliminare, ma lo stile di questa scrittura è immediato, semplice, diretto. Io ho riconosciuto in questa scrittura un modo di affrontare una storia d’amore con tenerezza, una tenerezza che non è più così semplice da trovare. E per questa latitanza, appena la trovi, la riconosci subito. Una tenerezza che lascia al perdono anche o difetti…non sarei sincera se dovessi che non ce ne sono. Forse nelle descrizioni manca un po’ di fantasia, ci sono ripetizioni di immagini e termini. Io ripeto che in questo forse lo scrittore ha poca responsabilità, forse da una collana edita da un grande editore vi si aspetta un lavoro più attento e curato. Ma il potere delle storie sa far volare sopra le piccole imperfezioni, sa tenerci lontano dal tempo, sa farci sentire amici dei protagonisti, così da volerli quasi abbracciare. Lui, lo scrittore con un passato difficile che lo blocca, lei che il suo passato vuole affrontarlo guardandolo dritto in faccia. Sono diversi, complementari, tra loro l’alchimia è inevitabile. Qualche colpo di scena regala improvvisazione, fa fuggire via la banalità. Non dico che dovreste leggerlo, dico che se lo leggerete volerete via per un po’. E chiedo, senza voler offendere nessuno, che ci sia più attenzione alle piccole sfumature…affidare una storia è un passo importante e la scrittrice o il lettore non dovrà rimanere deluso da un accento che manca o una parola che si ripete troppo, in troppo poco spazio. Complimenti a Reika!

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