Mi fermo in biblioteca, poi passo in libreria.

Il rifugio che preferisco è la biblioteca. Libri gratuiti, storie a non finire. Ultime uscite, vecchie edizioni di titoli che hanno reso la letteratura una fonte inesauribile di immaginazione. Scelgo i titoli, li porto a casa per qualche giorno, li leggo. Sono libri presi in prestito, sono stati in altre stanze, hanno pagine sfogliate da altre mani che le hanno segnate, piegate, sgualcite. La mia lettura si unisce a quella di chi come me, in tempi diversi, ha affrontato l’avventura, la scoperta delle storie. E quando li riporto indietro, il filo non si interrompe, il tempo della scoperta continua, passa da me al prossimo lettore. Da ragazzina non avevo mai a disposizione tutti i soldi che mi sarebbero serviti per poter comprare i libri che volevo, così la biblioteca mi era utile.

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Continua ad essere utile oggi, perché non posso comperare subito tutti i libri che vorrei e allora li aspetto così, prendendoli in biblioteca, leggendoli prima di comprarli.  Dalla biblioteca passo alla libreria. Amo avere per me i libri, che accetto di prestare solo se mi fido ciecamente di chi me li chiede. Nasce tutto in biblioteca, ma niente si ferma lì. Mi piace poter acquistare un libro già letto, rendergli onore comprandolo. I libri aspettano di essere letti e di essere scelti, comprati, aspettano il lettore sugli scaffali delle biblioteche o delle librerie. Aspettano le nostre voglie, le nostre possibilità, intendono comunque arricchirci. Libri in prestito e di tutti fin da subito, libri comprati e nostri quando entrano in casa. Dalla biblioteca alla libreria la strada è breve e sarebbe bello fosse sempre più transitata.

Nella foto trovate l’androne della Biblioteca Sperelliana di Gubbio.

Tutto in un biglietto.

 

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Sono timida e molte delle cose che vorrei dire, non riesco a dirle. Così le scrivo, su biglietti che consegno.

Forse tutta la mia scrittura è questo: un modo per dire cose che non saprei dire altrimenti. Ho scritto qualche racconto che poi ho raccolto in un ebook. È gratuito, sono storie libere, che se vorrete leggere potrete scaricare da Amazon. Sono tutti racconti con cui ho voluto dire qualcosa prima di tutti a me, ma non solo a me. Forse ve ne accorgerete.

Non so se ho fatto la scelta giusta a metterli lì, gratuiti, nascosti e confondibili tra la miriade di altri titoli che affollano gli store online. Ma non scrivo per fare poi la scelta giusta, non scrivo per essere letta, scrivo per dire qualcosa con la speranza che qualcuno ascolti. E si, c’è sempre qualcuno in particolare che vorrei ascoltasse, che vorrei leggesse. Come quando davanti a una platea estesa, l’attore cerca e trova gli unici due occhi in cui fissare i suoi, cerco anche io quei due occhi a cui dire: ho scritto, ecco, volevo dirti questo, non te l’ho detto in tempo, ma adesso lo sai.

Scrivere messaggi e metterli nelle storie. Lasciarle andare. Questo non so se sia giusto o sbagliato, ma è la mia scelta, il mio desiderio, il sogno che mi fa felice. Ho augurato la felicità ad un’amica in un biglietto. Ora la auguro pure a me. Spero in quei racconti, cercateli, li troverete e magari ci riconoscerete un passo verso la felicità.