Tutti per “Uno schiocco di dita”

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Chissà se vi piacerà come piace a me! Questa copertina è la faccia di una storia che amo, che amerò sempre, perché è la prima, non è perfetta, forse mai lo sarà e per questo la amo ancora di più. Non ho da difendere il mio lavoro, perché questa storia non è frutto del mio lavoro. È venuta fuori dalla vita, tutta intera. Amo questa storia perché restituisce a me l’immagine di quel che sono stata, di quel che sono ancora, di quel che non sono più. Fugge il tempo per rincorrere la bellezza di un amore che resta puro e libero. Fugge la perfezione per finire in qualche crepa del cuore, dell’anima, crepe frastagliate e incerte, come è incerta la luce che ne esce. Scrivendo non lavoro, io scrivendo divento viva, risorgo dalle morti quotidiane, smetto di credere al destino e provo ad imboccare una strada nuova e non segnata da altri passi. Questa storia è stata ed è un passo nuovo. Provate a dimenticare quel che ho sempre detto e a sentire quel che provo a dirvi forse per la prima volta. Non voglio essere una scrittrice, mai lo sarò. Mi racconto storie e la prima di queste storie che mi sono raccontata, tanti anni fa, è questa, l’imperfetta storia di una ragazza che a vent’anni era piena di sogni e attese e dolori, e è diventata una donna ancora piena di sogni e attese e dolori. E di quella ragazza, di questa donna, qualcosa è finito tra queste righe e ammetterlo è difficile, ma è anche una ricerca d’umiltà, un passo oltre le paure. È la storia originale, troverete sbavature, intoppi, ma vi assicuro che il filo non lo perderete. Così perdonatela e perdonate chi l’ha scritta, e cercatela, è gratuita ancora per un po’. Se la sosterrete, forse, la troverete così, in un libro. Anche in quel momento, provate a ricordare che questa storia, è molto più che un libro, per me, e spero pure per voi.

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“Uno schiocco​ di dita”,

in concorso a

Ilmioesordio 2017.