Il valore della scrittura

Piccola premessa: il mio è solo il parere di un’aspirante scrittrice che legge molto e riesce a scrivere poco. Considerate che nel 2017 non ho scritto neanche una mezza riga!

Proprio questa assenza dalla pagina scritta mi ha fatto riflettere moltissimo sul senso dello scrivere e sul valore che la scrittura ha per me.

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Mi è capitato di collaborare nel 2016 con una pagina Facebook che si occupa di recensioni di libri. Molti dei libri che ho recensito sono auto-pubblicati. E mentre mi occupavo di questo provavo a sponsorizzare e pubblicizzare il mio libro, anch’esso auto-pubblicato perché partecipante ad un concorso letterario che prevedeva proprio l’auto pubblicazione per poter partecipare. E’ finita la mia collaborazione per il blog perché ho dimostrato una notevole incostanza nelle mie consegne, forse per la fatica che faccio nel dover leggere un libro che non mi appassiona. È pure finito il concorso dove la mia storia è arrivata alla finale senza però vincere, e quindi ho ritirato l’opera. Non ho mai creduto davvero nel self, e questa esperienza ha rafforzato la mia sfiducia verso il mezzo.

Si, la verità in fondo è che tutta questa scrittura self mi ha annebbiato il cervello, mi sono abituata alla mediocrità, così tanto abituata che la mia scrittura è scesa di livello. Ho peggiorato il mio stile, ho diminuito le attese rispetto alle mie possibilità, ho tentato nel frattempo di recensire le storie con professionalità, ma non avendo competenze adeguate sono finita in panchina e forse ho fatto pure perdere qualità a quel blog in cui ci sono amministratrici che hanno proprio voglia di fare bene e condividere la passione per la lettura e la scrittura ma spesso si sono trovate come me in difficoltà perché davanti a un loro parere ci sono state aspiranti scrittrici che se la sono presa per un parere magari negativo.

Ma la scrittura è qualcosa di troppo prezioso per me, di troppo importante e non voglio sminuirla, non voglio appiattirla. Io voglio correre il rischio di diventare antipatica e ignorare tutta quella carovana di gente disposta a tutto per promuovere una storiella. Acquisterebbero valore quelle storie se fossero messe in rete online, magari esposte al giudizio dei lettori, ma gratuitamente. La connessione è un mezzo per far girare le storie, per farle arrivare a un pubblico, così magari da essere stroncate e poi migliorate. Esercizi di scrittura per poter vedere se si è in grado di scrivere storie degne di essere pubblicate.

Il valore non è guadagno, il valore della scrittura è nella stessa scrittura, che è passione, bisogno, non un lavoro (almeno fino a che un editore ci proporrà un contratto), non una speculazione, non un campo di battaglia su cui scontrarsi. La scrittura è un giardino in cui incontrarsi e confrontarsi. Il valore della scrittura è far crescere il potenziale, far salire l’asticella della qualità delle storie che scriviamo, che sono sacre e per queste andrebbero trattate con un rispetto che manca troppo.

Non scrivo più, sono arida di parole, è un bel problema per me questo. Ma so che non tornerò a scrivere solo per dire che ho venduto mille copie di un libro in self. Io ho grandi sogni, perdonatemi.

Lettere da spedire

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Questa foto l’ho fatta ad una pagina di una mia agenda. Risale a qualche tempo fa, almeno la prima parte. Poi c’è quell’indirizzo, che ho aggiunto solo ieri, è un modo per materializzare questo desiderio. Un desiderio antico, quello di trovare la mia cassetta della posta riempita di lettere…non indirizzate a me chiaramente, ma scritte da qualcuno per qualcun altro…lettere che non abbiamo il coraggio di spedire, a volte nemmeno di scrivere, perché ci vergogneremmo delle nostre parole che vanno a scavarci, che raccontano i nostri sentimenti. Io vorrei che quelle lettere avessero una possibilità, se non le vorrete spedire a chi dovreste, allora mandatele all’indirizzo che ho scritto nel foglio, in Strada Dritta 22  06024 Gubbio. Le vostre lettere arriveranno, vivranno, anonime o intestate. Saranno parole scritte e quindi vive, saranno le vostre storie che mi piacerebbe leggere, per le quali mi commuoverò…io non sono una psicologa, non sarà terapeutico, ma saprete che c’è un posto in cui quelle parole vivono…e magari ne farò un’ anonima posta del cuore, dove le storie vostre diventeranno storie che parlano a tanti. Anzi, non so precisamente cosa ne farò, io voglio solo conservare quel che andrebbe perduto, invitarvi a dire le cose che non dite…lasciarmi commuovere da lettere d’amore o di qualsiasi altro sentimento ci sia stampato. Le parole scritte non si perdono, così come le storie, e io ho sempre voluto non perdere nulla, di me e della vita intorno.

Così scrivete a Chiara Pellegrini, Strada di San Rocco 22, 06024 Gubbio PG. Una cassetta della posta, non una mail, ma una cassetta in cui arriveranno parole di inchiostro su carta, preziose per un desiderio forse sciocco, di tanto tempo fa, ma che ha resistito e resterà.

Tutti scrivono. Ma chi legge?

“Tutto lo scrivibile è già stato scritto”, lo ripeto a me stessa come fosse un mantra. Inizio così anche qualche incontro del mio laboratorio di scrittura, giusto per ricordare a chi sceglie la via della scrittura che potrebbe essere perfettamente inutile mettersi davanti alla pagina bianca e cominciare a raccontare. Questo per me vuol dire che c’è tanto da leggere, c’è tutto da leggere, vuol dire che scrivere è aggiungere ancora qualcosa al già scritto, ma che leggere è quasi un dovere per capire dove possiamo osare ancora qualcosa, riscrivendo una storia magari già scritta ma in modo nuovo. Tutti scrivono e l’editoria è in sovrappeso…pile di manoscritti appoggiate sulle scrivanie di editor al lavoro per trovare qualcosa di buono. Ma qualcosa di buono spesso resta nascosto, ed emerge sempre più spesso una scrittura che fa fare affari, più che promuovere un pensiero e uno stile nuovi.

Forse il mio disincanto è dovuto alla mia esperienza personale che si è imbattuta in continue porte sbattute in faccia non tanto perché scrivo male, perché invio lavori sgrammaticati, quanto perché non scrivo cose di interesse, al passo con i tempi. In fondo è vero, ma sento che qualsiasi cosa accada, scrivo storie per il bisogno di concentrare la mia visione del mondo in cose piccole, dove poter ritrovare qualcosa di molto umano.

Vorrei poter entrare in Wattpad (sapete tutti cos’è Wattpad no?), un giorno, e trovare ai primi posti in classifica una storia scritta bene, con uno stile riconoscibile, libera il più possibile di refusi, in cui fili un discorso senza interrompersi. Wattpad come un laboratorio in cui sperimentare la scrittura, in cui le storie non si ripetano, in cui le visualizzazioni non si comprino a suon di spam, in cui un editore abbia il coraggio di entrare per trovarci una buona storia e non una storia per fare soldi.

Leggo tanto, scrivo poco. Invidio tutta quella parte di Facebook in cui si ritrova gente che ha storie pronte all’uso, che scrive come se non ci fosse un domani senza accorgersi di ripetersi, continuamente. Tanti “autori”, pochi lettori.

Ho trentacinque anni, è una vita che scrivo, mi sono auto pubblicata per partecipare ad un concorso, non sono una scrittrice e fatico a trovare una storia su cui spendermi ancora. Mi sento un’aliena e così per cercare di tornare a sentirmi umana, leggo, leggo tutto quel che hanno scritto i grandi e pure i mediocri, così so che è completamente inutile aggiungere scrittura alla scrittura e imparo l’umiltà che serve per tentare di fare un lavoro apparentemente inutile, ma che voglio davvero fare.

 

Agosto è un sogno che s’avvera…

Agosto è una strada bianca, una mulattiera che mi riporta a casa.

 

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Agosto è un tramonto che si accende sul finire di un giorno felice.

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Agosto è una notte carica di stelle e desideri.

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Agosto per me è il mese che mi ricorda la bellezza di un incontro…

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Agosto io ho provato a raccontarlo in poche pagine, dove l’amore c’è, ma non c’è solo l’amore.

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Agosto è il mese che più di tutti mi ricorda quanto amo il mio mestiere.

Agosto è il mese in cui riscopro che un sogno s’avvera.

Scrivo per salvarmi.

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Non lo dico tanto per dire, non è un gioco questo. Quando si parla di scrittura a me viene in mente per prima cosa un salvagente. Io scrivo per salvarmi, per aggrapparmi, in mezzo a questo mare, a un salvagente.

Da qualche tempo ormai provo a scrivere piccoli racconti, un esercizio su quel che mi riesce male. Si, amo la brevità ma non è il mio forte. Così ogni storia breve che scrivo e solo un esercizio, un provarci, il tentativo di tirare fuori da me una piccola parte di me, e buttarla in una qualche storia. I personaggi sono quasi sempre pura invenzione, ma quando appaiono, quando in mezzo al buio una luce riesce ad illuminarli e li vedo per la prima volta, mi sembra di averli sempre conosciuti.

Scrivo piccole storie per salvarmi e in ogni racconto provo a nasconderci qualcosa che mi riguardi, che mi faccia sentire l’emozione provata una volta, o che vorrei provare domani.

Scrivo d’amore perché ho scoperto che l’amore mi interessa, in ogni sua forma.

Qualche giorno fa ne ho scritta una: http://it.20lines.com/read/360671/soli/438924

Sta tutta in poche righe. Non è un capolavoro, ma è un lavoro e per questo vale quel che vale, quel che io credo valga, e vale il valore che voi, leggendola, le affiderete.

 

A chilometri di distanza.

A chilometri di distanza è il titolo di una storia che troverete online su Wattpad. Una storia che sta nascendo, capitolo dopo capitolo, sotto gli occhi del lettore. Wattpad è una piattaforma di scrittura e lettura…ci si trovano storie di tutti i generi, alcune molto lette, commentate, condivise, altre stanno nascendo, sono più timide, meno viste e ascoltate. E’ il caso di questa storia, che vi invito a leggere, perché è scritta bene, perché i vostri commenti l’aiuteranno a completarsi, perché è una storia che vale la pena continuare, a scrivere e a leggere. Forza Elisa, continua e facci sapere come va a finire!!!!

 

Perché la primavera fiorisca…

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I libri sono le nostre esistenze che si allungano verso mondi che mai abiteremo, se non in quegli attimi in cui ci troviamo tra le pagine, e viaggiamo. Il mio libro, autopubblicato e autopromosso e tutto quello che vorrete pensare di lui (basta che abbia come prefisso “auto” e ci azzeccate) no appartiene al genere di libri indimenticabili, quelli che cambiano la vita, non ne ha mai avuto la pretesa…e non vi porterà lontano, in quei mondi di cui scrivevo prima, ma vedrete che accenderà qualcosa in voi, farà in modo che la primavera fiorisca…perché dentro ci troverete una stagione bella, le margherite…beh, mancoano le rondini che a pensarci adesso potevo pure mettercele…e la versione ebook è gratuita, esattamente come la primavera, che nessuno di noi merita eppure torna, ogni anno, bellissima. http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/189200/uno-schiocco-di-dita/ questo è il link dove potrete scaricare gratuitamente “Uno schiocco di dita”…

Ho sorriso per aver riconosciuto Marta…

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Tante lettrici si sono confrontate con Marta, la protagonista del libro, io mi ci sono scontrata ogni giorno per tanti mesi, fino all’ultima pagina. Non posso dire perché, dovrete leggere per capire, ma posso dirvi che mi è piaciuto raccontare di questa ragazza, di questa donna un po fuori dal tempo che resta fedele ad un amore, quasi fino a diventare ridicola perché “ragazze così non esistono quasi più”. Stamattina però ho ascoltato su Radio Deejay la telefonata di una ragazza che ha detto di avere trent’anni, di essere ancora vergine, e che ha finalmente incontrato il ragazzo con cui desidera fare l’amore per la prima volta. Ero in macchina, ho sorriso per aver riconosciuto Marta (anche se la ragazza in radio si chiama Cristina). Forse racconto di cose fuori dal tempo o semplicemente, niente è fuori dal tempo anzi, quello che nessuno più racconta è semplicemente più nascosto, ma esiste ancora. Ad ogni Marta, che serba nel suo cuore i doni più preziosi, regalandoli quando sceglie di volerlo fare, quando farlo è importante, è bello. Questo libro, la sua natura, è il mio primo passo, e stamattina mi è sembrato un passo leggero, bellissimo.

“Il tempo di un caffè”

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L’idea del crowdfunding è nata da questi piccoli fascicoli che un’edicola di Gubbio, la mia città, mi ha permesso di distribuire. Quattro uscite, due o tre racconti ogni volta. Erano solo alcuni dei racconti scritti nel corso del tempo, quelli su cui ho cominciato a lavorare per poterne fare una raccolta adatta ad un libro. Poi bookabook ha selezionato il mio progetto e ho cominciato a credere che valeva, che era importante crederci. Ora il crowdfunding è iniziato, mancano poco più di 150 giorni, devo mettere in atto idee e strategie per arrivare alla gente, presentare questo progetto e fare in modo che si possa realizzare.

In questi mesi mi aspettano appuntamenti: distribuzione di volantini e opuscoli informativi, anteprime di racconti inediti, incontri per ascoltare letture in diretta, davanti a un tè o a un caffè perché no! Tutto alla luce del sole, semplice, diretto…la scrittura in questo caso è un modo per mettersi insieme, per uscire fuori dal buio, dall’angolino…una nuova occasione per crederci davvero.

Di mano in mano, di bocca in bocca, provo a diffondere la notizia…il progetto è in corsa, corro anche io!

Il tempo di un caffè, ecco cos’è!

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Questi sono i titoli di quindici racconti che faranno parte del libro “Il tempo di un caffè”, in crowdfunding sul sito bookabook.it.

Tutto spiegato alla perfezione in una pagina semplicissima come quella di bookabook, quindi evito la parte più esplicativa della campagna di finanziamento che si concluderà il 30 luglio 2016 e provo a raccontarvi perché ho scelto questo modo di pensare un mio libro.

Scrivere un libro, presentarlo ad una casa editrice, vederlo pubblicato, questa è la via più battuta da sempre, tradizionale e rispettata da tutti, ufficialmente riconosciuta.

Non si può negare però che esistono anche altre possibilità. Quella del crowdfunding è la più interessante del panorama editoriale se escludiamo i modi tradizionali. Perché spinge lo scrittore a cercare strada per le sue storie, cercarla in un passaggio serio tra le persone. Si presenta il proprio lavoro, il progetto, l’anteprima di un libro che se interesserà al lettore, allora potrà fare strada. Non ci sono filtri, c’è il contatto diretto con qualcosa che non ha un valore a prescindere, ma acquista valore con il tempo che gli si dedica, con l’impegno che ci si mette.

Scrivere storie, presentarle, scoprire se le persone possono essere interessate, questa è la sfida, la prova. Affrontarla è stata una decisione poco ragionata che ho preso perché accompagnata da professionisti in questo settore. Bookabook è una piattaforma di crowdfunding che segue gli scrittori, che permette ai lettori un contatto diretto con l’opera e l’autore. Niente di improvvisato, tutto profondamente condiviso, un punto di arrivo e di nuova partenza per chi ha scelto di scrivere e per chi ama leggere.

Il crowdfunding, ovvero il finanziamento collettivo, è una terra nuova, che nel resto del mondo funziona per tante cose e che qui in Italia fatica un poco di più ad affermarsi.

Io personalmente la vivo come una sfida, una nuova possibilità di mettermi in gioco e provare davvero a fare del mio sogno un mestiere.

Su http://www.bookabook.it trovate il progetto del mio libro “Il tempo di un caffè” e tanti altri. Mancano poco meno di 160 giorni al termine della mia campagna, non c’è tempo da perdere, se scoprirete qualcosa che può incuriosirvi, interessavi, lasciatevi andare, fidatevi. Un libro è un’avventura, vivetela insieme a me!