Quando tutto inizia. DeA Planeta e un nuovo premio letterario, molto interessante.

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Le recensioni inutili, anzi dannose.

Leggere una recensione cosi è stato difficile.

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Non so chi l’abbia scritta. Non si dovrebbe sconsigliare un libro in una recensione. Si dovrebbe dire cosa ci e piaciuto e cosa no, analizzarlo. Mai sconsigliarlo. I libri ci piacciono, non ci piacciono, ma non sono inutili.

Mi spiace non poter controbattere, soprattutto mi spiace aver letto che questa lettrice o lettore sia felice di due euro risparmiati, invece di essere grata per aver letto gratuitamente una storia. Che non gli sia piaciuta mi dispiace ma è una cosa che accade. Non leggiamo libri perché ci piacciono, leggendoli scopriremo se ci piacciono, ma prima leggiamo libri, non fermiamoci a gusti altrui.

Una recensione inutile e dannosa. Ormai per me e per la mia storia c’è poco da fare o dire, ma vorrei che queste mie parole raggiungessero il recensore sconosciuto e lo educhino per i prossimi libri, i prossimi sogni che incontrerà. Lo educhino ad essere gentile anche quando un libro non gli piacera, a non fargli terra bruciata intorno.

I libri sono sempre utili. Le recensioni pure. Se sono vere recensioni. Ormai i leoni da tastiera si credono dei dell’Olimpo. Dovrebbero però imparare a recensire. Oppure cadono giù. In un attimo.

Tutto in un biglietto.

 

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Sono timida e molte delle cose che vorrei dire, non riesco a dirle. Così le scrivo, su biglietti che consegno.

Forse tutta la mia scrittura è questo: un modo per dire cose che non saprei dire altrimenti. Ho scritto qualche racconto che poi ho raccolto in un ebook. È gratuito, sono storie libere, che se vorrete leggere potrete scaricare da Amazon. Sono tutti racconti con cui ho voluto dire qualcosa prima di tutti a me, ma non solo a me. Forse ve ne accorgerete.

Non so se ho fatto la scelta giusta a metterli lì, gratuiti, nascosti e confondibili tra la miriade di altri titoli che affollano gli store online. Ma non scrivo per fare poi la scelta giusta, non scrivo per essere letta, scrivo per dire qualcosa con la speranza che qualcuno ascolti. E si, c’è sempre qualcuno in particolare che vorrei ascoltasse, che vorrei leggesse. Come quando davanti a una platea estesa, l’attore cerca e trova gli unici due occhi in cui fissare i suoi, cerco anche io quei due occhi a cui dire: ho scritto, ecco, volevo dirti questo, non te l’ho detto in tempo, ma adesso lo sai.

Scrivere messaggi e metterli nelle storie. Lasciarle andare. Questo non so se sia giusto o sbagliato, ma è la mia scelta, il mio desiderio, il sogno che mi fa felice. Ho augurato la felicità ad un’amica in un biglietto. Ora la auguro pure a me. Spero in quei racconti, cercateli, li troverete e magari ci riconoscerete un passo verso la felicità.

Il Piccolo Principe, Antoine De Saint Exupéry. Bompiani Editore. A cura di Chiara Pellegrini

LES FLEURS DU MAL - BLOG LETTERARIO

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“I classici sono libri

che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire,
tanto più quando si leggono davvero
si trovano nuovi, inaspettati, inediti.”

Ho subito pensato a questa frase di Italo Calvino quando mi sono trovata davanti alla scelta tra i vari titoli in lista per una mia recensione.

Forse “Il Piccolo Principe” è uno dei libri più letti e meno letti allo stesso tempo. Per me che l’ho preso in mano un numero di volte indefinito, rappresenta sempre qualcosa di inedito, nuovo, inaspettato. Perché nessun pensiero critici sembra essere del tutto vero. Ad ogni rilettura un dettaglio nuovo si pianta nell’anima, i personaggi che il Piccolo Principe racconta al pilota di aver incontrato sono così immaginifici che sono ricchi di tanti significati che arrivano poco a poco a dirti qualcosa.

È un classico questo libro, un classico della mia vita e sono pronta a scommettere della vita…

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La tristezza di un mondo finto, inventato

Niente da aggiungere. Leggete, leggete, leggete.

La Torre di Babele

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Oggi mi gira male. Mi è bastato vedere le immagini della folla adorante, nella mia città, intorno all’uomo-vetrina per cambiarmi l’umore. Corona che sta seduto senza espressione, come un oggetto, davanti a ragazze (e non solo) inebriate a far la fila per un selfie, immortalando un simbolo di che? Sicuramente di una società ormai malata, finta, che vive di illusioni. Complimenti a lui, certo, che ha saputo interpretare questo mondo di carta, ma molta tristezza per chi ci è cascato. Pensateci un momento: ma come si vive oggi? Dentro a Suv fasulli, con l’occhio fisso sullo smartphone, disperati eppure indebitati per una vacanza cult. Schiavi dei social network con il “bisogno compulsivo di controllare il proprio profilo” e “la tendenza all’isolamento dal mondo reale e facilità a cadere in depressione”. Tutto bello, tutto nuovo ma anche soggetto a grandi rischi. Soprattutto la dipendenza. A tal punto che in qualche città…

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Progetto Aurora Edizioni, un sogno che vuol diventare realtà.

https://progettoauroraedizioni.wordpress.com/

https://progettoauroraedizioni.wordpress.com/2015/12/16/non-e-uno-sguardo/

I due link con cui ho aperto questo post vi guideranno alla scoperta di Progetto Aurora Edizioni, nella pagina web di questo progetto che nasce da un sognatore, Mirko Zanona, uno che ha i piedi ben piantati per terra e che però lascia volare i pensieri e sceglie per la sua vita di credere ad una passione: l’editoria. Così qualche tempo fa gli ho spedito un racconto breve e lui ne ha fatto un mini ebook gratuito e scaricabile da chiunque abbia voglia di leggerlo. Mentre tutto è ancora solo un progetto, e mentre Mirko si dà da fare per togliere dal titolo quella parola “Progetto” e far divenire così il suo sogno di casa editrice una realtà, alcuni scrittori esordienti e altri appassionati di scrittura sognano insieme a lui e scrivono e lanciano nel web storie brevi che con un semplice click potrete scaricare sui vostri dispositivi. Allora il primo link è quello generale della pagina, il secondo è quello diretto al mini ebook del mio racconto “Non è uno sguardo”. Cliccatelo, scaricatelo, leggetelo, condividetelo, aiutate a far diventare un progetto, un sogno, una nuova e bella realtà!

Wattpad: storie online

E’ andata più o meno così: mi metto a leggere “After”, tormentone “letterario” del momento allo scopo di recensirlo. Capisco già dalle prime pagine che siamo alle solite, che finirò per pensare la solita cosa di questa storia, quella già pensata per cinquanta sfumature e giù di lì. Scopro che ha avuto un successo clamoroso online, con un seguito di un miliardo di lettori nel sito, una piattaforma su cui è possibile farsi un profilo e scrivere storie che, in forma del tutto gratuita, potranno essere lette da chiunque, su ogni dispositivo, in tutto il mondo…basterà avere una connessione e digitare su un qualsiasi browser http://www.wattpad.com

Si entra in un mondo di storie, più o meno brevi, di ogni genere, divise in capitoli, continuamente aggiornate. Ogni tanto qualcuno del settore editoria ci fa un giro, cerca di fiutare quella giusta, come ad esempio lo è stato per “After”, da trasformare in un prodotto editoriale che venderà al 100%.

Il livello è bassissimo (ve lo dico io che non sono una cima in fatto di critica), le storie spesso si assomigliano, almeno per quanto riguarda la sezione romanzi rosa e quella delle storie d’amore (che sembrano la stessa cosa eppure non sono la stessa cosa!!!). Ne hai letta una, le hai lette tutte…forse non è completamente vero ma forse anche si. Ci ho speso tempo, forse lo farò ancora, per cercare di farmi un’idea il più possibile personale, senza influenze di altri, su quello che credo sia una specie di frontiera della scrittura. Per quanto male ne posso pensare, per quanto brutto mi sembri quel modo di scrivere e condividere una delle esperienze più belle della vita (perché questo credo sia la scrittura), non posso fingere che non ci sia. “After” viene da lì, da questo miscuglio di idee lanciate nel mondo, di storie che si incontrano e si scontrano, di tentativi andati a vuoto e di colpi da migliaia di dollari. Da qualche tempo ho iniziato un laboratorio di scrittura (di cui molto presto vi parlerò), e parlando degli strumenti della scrittura, per quanto vorrò girargli intorno e non menzionarlo, mi toccherà parlarne…è un passo del nostro tempo, sempre più connesso…è un interruttore che accende la capacità critica di chi, delle parole, sogna di farne un mestiere.

Al tempo dei miei sedici anni (ne sono passati più della metà), non c’era questa possibilità di scrivere, magari pure in anonimato, e farsi leggere in giro per il mondo. E’ stato un fiorire di progetti di questo genere, ma nessuno ha creato scalpore come questo sito.

Mi chiedo cosa ne avrei fatto, a sedici anni, di questa possibilità. Mi chiedo se l’avrei scelto per tentare la sorte…magari la risposta la conosco pure, ma non voglio metterla nero su bianco, voglio ancora lasciarla vagare un po, nel campo delle possibilità…mi sarei iscritta, non lo avrei fatto, avrei scritto qualcosa come “After”, sarei stata capace di lanciare una storia che potesse avere anche solo la metà di condivisioni e letture che ha avuto Anna Todd…lancio una sorta di riflessione, la butto là, passo la palla a qualcuno di voi…buona riflessione!!!